Viaggio in quel che resta della Silicon Valley italiana
C'era una volta il produttivo nord, quello che da solo trainava l'economia del
Paese. In Brianza nasceva il distretto tecnologico che doveva portare l'Italia
all'avanguardia nel settore dell'high tech: della Silicon Valley nostrana oggi
non resta che una valle di cassintegrati.Siamo entrati nelle aziende in crisi della provincia
milanese: la Banes, ex Ibm, che dopo svariati spacchettamenti resta una scatola
vuota con uno stato di crisi che da anni grava sulle spalle dei lavoratori in
cassa integrazione, la Jabil, ex Nokia, che minaccia di lasciare senza lavoro
325 dipendenti pur essendo un'azienda sana e la Ims che produce cd e dvd per
alcuni dei maggiori cantautori italiani , che al presidio permanente
della "fabbrica dei dischi" sono venuti a portare solidarietà. E poi c'è la
realtà milanese, dove la crisi s'è fatta sentire sulle piccolissime imprese e
anche, a dispetto di quanto sostiene l'ex premier, sui ristoranti: sono in
molti a non sopravvivere alla fase di start up.
15 novembre 2011